Il mio modo di fare politica parte da un presupposto irrinunciabile: l'ASCOLTO.
Ho impostato così il mio lavoro d'imprenditore e lo stesso sto facendo in questo mio impegno nella "cosa pubblica".
Conoscere da vicino le esigenze della gente e del territorio può aiutarmi a dare risposte concrete, quello che i cittadini si aspettano.
I fatti fino ad ora mi hanno dato ragione.
Terremoto, alluvione, sono calamità che hanno colpito e accomunato la gente del nostro territorio al di là del colore politico e al di là del colore, con l'ascolto e la collaborazione, siamo riusciti a ricevere attenzione dal Governo, all'interno di una finanziaria in cui sembrava non dovesse esserci spazio per queste specifiche istanze.
Sono i primi risultati di un lavoro che mi sta impegnando molto, perché di "cose" da fare, nelle Marche, ce ne sono davvero tante e perché non sempre, a mio avviso, vengono affrontate con l'impegno che meritano e con la volontà "esclusiva" di portarle a termine: demagogia e interessi di parte spesso determinano pericolosi ritardi e minacciano l'interesse comune.
Una delle "cose" da fare, che mi ha visto impegnato sin dall'inizio dell'attività politica, è la VIABILITÀ.
Ha un'importanza primaria nel mio programma, perché non solo con essa, come tanti, ho a che fare ogni giorno, ma perché le ripercussioni del gap di cui soffre la mobilità marchigiana, sono numerose e interessano una grande quantità di settori, dall'economia all'ambiente, passando per la sicurezza e la salute pubblica.
Mi sto battendo strenuamente per la Quadrilatero, difendendone non solo le finalità, ma anche la formula.
Il mio timore, nell'acceso dibattito che si è aperto tra Regione, Governo e Parti Sociali, è che si sia perso il focus della questione, il suo reale obiettivo, ovvero FARE LE STRADE.
E' un'esigenza non solo per le nostre imprese, ma per la nostra società, per la nostra cultura: le strade permettono non solo la mobilità delle merci e delle persone, ma facilitano anche la mobilità delle idee.
Come imprenditore sto investendo molto sulla FORMAZIONE e come politico sto spendendo altrettante energie.
E' la formazione il futuro della nostra società, dal punto di vista delle competenze, della creatività, della cultura e dell'etica.
La formazione inizia a scuola, sin dalla più tenera età e alla scuola riconosciamo un ruolo fondamentale per il nostro futuro.
Il suo processo di ammodernamento è indispensabile perché gli strumenti che i percorsi didattici offrono ai ragazzi, possano essere all'altezza non solo delle aspettative per il futuro che tutti vorremmo, ma soprattutto per dare le risposte necessarie a "garantire un futuro" al nostro patrimonio di storia, di vocazioni, di cultura, di arte, di natura.
Sono solo alcune delle cose che sto facendo, ma che considero di primaria importanza per raggiungere il mio obiettivo: quello di valorizzare il territorio perché sia apprezzato da chi lo vive e allo stesso tempo possa accrescere il suo fascino.
Le Marche devono diventare non solo una regione bella da vivere, ma devono aumentare la qualità della vita, per valorizzare le sue grandi doti e per attrarre persone, risorse, talenti.
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